Nuovi progetti

Cari amici e soci di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, un altro anno è passato e molte in effetti sono le cose che finalmente si sono rimesse in moto.

Progetto Nkinga: nuova sala parrocchiale polivalente assieme a Padre Arnold Malambwa (Tabora, Tz).

Dopo l’incontro all’Antonia di Bologna si è immediatamente concretizzato il nostro sostegno all’impegno di Padre Arnold per dare un luogo di aggregazione formazione ai giovani ed alle famiglie della sua nuova (già da qualche anno in realtà) parrocchia nel villaggio di Nkinga a nord-est di Tabora, nel territorio della Diocesi.

Il villaggio (noi la definiremmo una cittadina) di poche migliaia di anime nel qual sorge la Parrocchia di St. Joseph the Worker (San Giuseppe lavoratore) non ha nessun punto o luogo di aggregazione per i giovani e le famiglie che vivono a Nkinga, pressoché nessuna possibilità di offrire ai bambini e ai ragazzi un luogo di aggregazione che non siano le polverose strade che attraversano il paese, difficile immaginare alternative alla vita nei campi o nei diversi lavori più o meno saltuari che si possono trovare o inventare per sbarcare il lunario. Nemmeno la parrocchia poteva offrire luoghi adatti oltre alla chiesa.

Di qui l’esigenza primaria di realizzare un luogo che potesse fare da punto di riferimento, luogo di incontro ed ospitare progetti di formazione di base dove offrire ai giovani minimi strumenti per migliorare le condizioni sociali ed economiche proprie e delle loro famiglie offrendo una formazione semplice e basata sui principi cristiani di solidarietà e cooperazione …

Criteri che quindi ci coinvolgono immediatamente, sono il nostro dna, oltre che naturalmente il rapporto di sincera amicizia ed al debito di riconoscenza che abbiamo verso Padre Arnold Malambwa per tutto l’aiuto che ci ha dato per la realizzazione del nostro progetto (Under the Mango tree) a Tabora.

Con grande piacere e rinnovato entusiasmo abbiamo quindi deciso di contribuire (per ora economicamente poi speriamo anche direttamente con un nostra futura presenza) al suo progetto per la realizzazione di un nuova sala polivalente a servizio delle attività comunitarie e formative che Padre Arnold ha in progetto di avviare a favore dei più piccoli e dei giovani.

L’edificio, già realizzato al grezzo direttamente dalla buona volontà e dal contributo dei parrocchiani stessi, è stato poi completato anche a seguito del nostro contributo economico (€uro 3.500,00) per l’acquisto locale di finestre ed inferriate e per la produzione (sempre da artigiani locali) delle porte.

Di seguito alcune immagini dei lavori in corso per la realizzazione della sala parrocchiale.

I prossimi passi saranno le realizzazione di pavimenti, intonaci e tinteggiature e dell’impianto elettrico …

Progetto Makongati: centro medico di primo supporto per il villaggio di Makongati con Emmanuel B. Sanga (Iringa, Tz)

Dalla organizzazione del bell’incontro del 30 settembre scorso che ha visto la positiva collaborazione con l’amico Emmanuel Sanga che ci ha preparato l’apprezzatissimo catering, è scaturita una seconda collaborazione per un altro importante progetto molto concreto: la realizzazione di un centro medico per offrire di primo supporto per la popolazione del villaggio di Macinati, nel territorio della diocesi di Iringa, a circa 35 chilometri a sud-ovest di Iringa in Tanzania.

Anche in questo caso SCSF ha deciso di collaborare con un amico che tante volte ci ha aiutato in passato nei collegamenti tra Bologna ed Iringa, mantenendo contatti con gli amici di Iringa durante i lavori per la realizzazione del progetto idroelettrico.

Makpngati è il villaggio natale dell’amico Emmanuel Sanga, da più di vent’anni ormai residente a Bologna assieme alla sua famiglie e dove svolge l’attività di cuoco per la cucina del convento dei frati dell’Antoniano di Bologna.

Emmanuel non ha mai dimenticato le difficoltà delle persone che vivono sulle montagne delle Iringa Higlands e di come piccoli incidenti di percorso o malattie che noi considereremmo banali, in assenza di un minimo presidio medico, posso essere fatali.

Il sogno di poter realizzare per la sua gente, un centro medico che potesse essere di primo aiuto proprio per piccoli incidenti quotidiani, malattie facilmente curabili e soprattutto di supporto alle donne in gravidanza lo ha motivato a impiegare tempo e risorse personali per realizzare il progetto Makongati, per la realizzazione di un centro medico locale.

Il progetto, sostenuto fino ad ora con risorse personalmente raccolte grazie all’impegno di Emanuel che ha saputo coinvolgere amici e sostenitori, è già concretamente iniziato con l’ultimazione dell’edificio, realizzato secondo le direttive delle locali strutture di controllo sanitario, purtroppo in cronica assenza di fondi, attrezzature e personale medico.

SCSF accogliendo la richiesta di aiuto dell’amico Emmanuel ha deciso di collaborare occupandosi della realizzazione di un impianto fotovoltaico per Makongati Medical Center con il doppio scopo di limitare l’impatto economico della necessaria fornitura di energia elettrica e di evitare che i frequenti blackout delle rete elettrica locale possano danneggiare le scorte di medicinali o rendere inutilizzabili le attrezzature mediche che saranno installate negli ambulatori (ecografo, defibrillatore, e.c.g., frigoriferi per medicinali e vaccini e quanto altro sarà necessario e possibile installare, oltre che consentire l’attività medica).

Proprio in questi giorni stiamo concordando i dettagli tecnici del nostro sostegno alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Di seguito alcune immagini dei lavori in corso per la realizzazione del centro medico.

Incontro con Padre Arnold Malambwa

Martedì 30 settembre scorso abbiamo incontrato P. Arnold Malambwa di passaggio a Bologna durante il suo pellegrinaggio verso Roma per il Giubileo dei missionari.

Padre Arnold Malambwa (a destra) assieme al Vescovo di Tabora, Card. Protase Rugambwa nella cattedrale di Tabora in occasione del 25° di sacerdozio

All’inizio del nostro progetto Under the Mango Tree, per la realizzazione della casa-famiglia per l’accoglienza dei bambini albini abbandonati della Diocesi di Tabora, P. Arnold si prodigò in ogni modo per aiutare le Suore della Provvidenza e SCSF durante le prime fasi del progetto e soprattutto durante la realizzazione della casa dal 2011 al 2016.

Il suo aiuto è stato preziosissimo come “collegamento” tra noi e la Diocesi quando a Cheyo (il quartiere di Tabora dove sorge il progetto) non c’era quasi nulla.

Da qualche anno la Diocesi di Tabora ha affidato a P. Arnold la cura della Parrocchia di St. Joseph the worker nel villaggio di Nkinga a più di cento chilometri da Tabora in una zona molto isolata e povera.

Nella sua nuova parrocchia P. Arnold vorrebbe realizzare un centro di aggregazione per giovani e adulti, ed ha chiesto anche a noi una mano per la realizzazione di una sala polivalente.

In una località dove non c’è alcuna struttura che consenta a giovani, bambini e anche adulti di potersi ritrovare per attività sociali, culturali e ricreative si tratta di una iniziativa fondamentale per dare supporto ed aiuto alle persone che vivono nel villaggio di Nkinga che conta comunque alcune migliaia di persone.

La sala polivalente parrocchiale in costruzione: un esempio di solidarietà e cooperazione senza frontiere

Quello che si prospetta è un progetto nel pieno spirito di solidarietà e cooperazione, senza frontiere: i parrocchiani hanno realizzato i muri, l’associazione fiorentina “Agata Smeralda” (che già collabora al progetto di Tabora da molti anni) ha finanziato la realizzazione del coperto appena ultimato, noi vorremmo contribuire con i prossimi passi.

Padre Arnold a nome di tutti i suoi parrocchiani, chiede a noi un sostegno per il completamento della sala.

Mancano:
– gli intonaci interni ed esterni;
– le porte e le finestre;
– i pavimenti interni;
– l’impianto elettrico;
– le sistemazioni esterne.

Vorremmo quindi ricambiare l’aiuto ricevuto a suo tempo dando a Padre Arnold un supporto concreto al suo progetto.

Quello della scorsa settimana è stato un bellissimo momento conviviale durante il quale oltre ad ascoltare dalla viva voce di Padre Arnold il racconto del suo progetto abbiamo avuto l’importante occasione di rinsaldare la nostra amicizia e di trovare nuovi stimoli per ridare slancio alla attività di SCSF.

l’incontro del 30 settembre scorso all’Antonino di Bologna, una occasione per ritrovare la voglia di fare del bene e di camminare a piccoli passi ma tutti insieme lungo il percorso difficile della pace e della convivenza
Alcuni amici di Solidarietà presenti all’incontro con al centro Padre Arnold Malambwa

Siamo stati piacevolmente ospitati all’Antoniano di Bologna cui va il nostro ringraziamento assieme a quello per l’ottimo aperitivo preparato dall’amico Emmanuel Sanga.

I nostro cuoco Emmanuel che ci ha deliziato con la sua cucina

Un sentito ringraziamento anche a Carlotta, Laetitia, Manuela e Silvia per l’organizzazione e naturalmente a tutti gli amici che hanno partecipato all’incontro.

Nelle prossime occasioni, assieme agli amici del consiglio direttivo di SCSF e con gli amici che vorranno accordarci aiuto e sostegno, valuteremo come alimentare il progetto “Nkinga” e in quali modi e occasioni per raccogliere risorse destinate al completamento della nuova sala polivalente.

Continuate a sostenere i nostri progetti con Solidarietà e Cooperazione, senza frontiere di alcun genere e “aiutateci ad aiutare” come amava tanto dire (non solo a parole ma con fatti concreti) il nostro caro amico Don Julio Matteuzzi.

SCM

Per iscriversi a questo blog ed essere informati immediatamente quando pubblichiamo gli aggiornamenti basta inserire l’indirizzo e-mail e cliccare sul pulsante “tienimi informato” che trovate nella colonna a destra.

Se notate errori o imprecisioni siete invitati a segnalarle, faremo il possibile per correggerle. Grazie

Oggi si ricorda San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, patroni d’Italia e San Petronio, patrono di Bologna. Auguri a tutti gli Italiani e a tutti i Bolognesi e una preghiera ani nostri santi patroni perché sostengano tutte le persone di buona volontà che si adoperano concretamente per la pace in terra.

Ciao Papa

Un commosso ricordo al Padre dalla Chiesa, Papà Francesco, che ci ha lasciati; raro riferimento, certo e sicuro in questi tempi burrascosi e pieni di incognite e dubbi.

Un uomo di rara saggezza, un faro, forse l’unico, in grado di rischiarare il buio dell’egoismo, della indifferenza, della guerra, del razzismo .

Sostegno ed esempio di verità e giustizia, sempre a sostegno dei più deboli quando in troppi sembrano nemmeno accorgersi di loro; sempre impegnato nel tentativo di abbattere i muri che egoismo, ignoranza e paura sembrano erigere senza sosta.

Di certo l’unico a parlare di pace in modo credibile e convincente in mezzo alle vuote chiacchiere di chi parla di guerra e di pace in modo superficiale o mosso da vergognosa ipocrita.

A lui come a Papà, tutto il mio affetto e la commozione per la sua perdita, nella certezza che continuerà nel suo ruolo di guida per tutte le persone di buona volontà.

La cosa più difficile ma doverosa sarà continuare a seguire il suo esempio.

S.C.M.

Manutenzione della loggia dell’edificio della Casa dei Bambini

Cari amici di SCSF, a dieci anni dalla sua apertura, la loggia nella parte frontale dell’edificio della Casa dei Bambini necessita di importanti lavori di manutenzione e migliorie.

Poiché il colonnato originale in legno è stato realizzato con legname locale economico, è fondamentale sostituire del tutto i vecchi pilastri.

A causa di un aumento notevole dei costi del legname da costruzione, abbiamo deciso di valutare delle soluzioni alternative. In particolare, si pensa di sostituirle con nuove colonne in blocchi di cemento di circa 40×40 cm (uno si e uno no) e travi in acciaio a sostegno delle capriate in legno centrali, riducendo così sia il numero delle colonne che i costi complessivi. Oltre a verificare quelle che sono le attuali condizioni della loggia, bisogna preventivare che saranno necessari anche: puntellamento di sostegno provvisorio, rimozione dei contro soffitti esterni della loggia e del porticato stretto e manutenzione, pulizia e protezione della loggia

Dato che, come nel progetto originale le colonne fungono anche da parasole, abbiamo deciso di realizzare nuove strutture metalliche frangisole tra le colonne, per proteggere dalla luce del sole la loggia dell’edificio e offrire uno spazio di gioco molto più adatto ai bambini albini, i quali ovviamente frequentano e apprezzano molto questo spazio esterno.

Naturalmente saremo impegnati anche nel sostegno economico dell’opera, per questo come sempre chiediamo il vostro aiuto ed il vostro sostegno concreto !

condizioni del colonnato ligneo

Nuova cucina per l’ Under the Mango Tree Project

Cari amici di SCSF, eccovi le ultime notizie sulla realizzazione del fabbricato per la nuova cucina esterna dedicata alla preparazione dei pasti per i bambini dell’Asilo Nido e della Scuola Materna del progetto Under the Mango Tree.

Attualmente, l’Asilo Nido e la Scuola Materna, quattro aule in tutto, sono frequentati da circa 80 bambini (!) e i pasti per tutti al momento vengono preparati nella cucina della casa famiglia che ovviamente non era stata pensata per numeri così impegnativi. Sono Le Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata a prendersi cura della Casa Famiglia, dell’Asilo Nido(Nursery School) e della Scuola Materna (Kindergarten School).

La richiesta di costruzione di un edificio per la cucina dedicata esclusivamente alla preparazione dei pasti per la scuola, è stata avanzata dalle autorità locali. In seguito ad essa, le Suore di Tabora hanno presentato un primo elementare progetto di minimo impatto economico.

Analizzando soprattutto gli aspetti igienici del progetto, molto delicati e da rispettare, a tutela dei bambini, SCSF ha sottoposto alla Congregazione un progetto messo a punto assieme a Gruppozero:aa, che consiste nella realizzazione di un fabbricato più articolato, in cui è più agevole rispettate le norme e indicazioni igienico-sanitarie primarie. Il progetto presentato per la realizzazione è quindi più specifico ed esteso rispetto a quello proposto precedentemente, ovviamente anche l’aspetto econ,omico sarà più gravoso.

Per quanto riguarda l’organizzazione e la tutela degli spazi e dei lavoratori all’interno della struttura, il progetto dello stabile prevede alcun importanti elementi come una divisione in clean e dirty area. La prima zona comprende un’area per lavare le stoviglie sporche e una porta da cui queste ultime entrano e la spazzatura esce. La seconda zona invece è quella centrale, della cucina vera e propria e presenta due lavandini per le varie preparazioni, un bancone per cucinarle e cuocerle, una cappa metallica e una porta da cui escono i piatti ed entrano oggetti puliti. Inoltre, l’ultimo spazio è quello della dispensa.

Alcuni aspetti degni di nota per diminuire l’impatto della struttura sulle persone che usufruiscono dei servizi adiacenti sono: il distanziamento tra la struttura della cucina e la scuola e un corretto posizionamento delle finestre in modo da evitare gli effetti di possibili rumori e odori che fuoriescono dalla cucina.

Il costo del progetto ampliamento è raddoppiato rispetto a quello del progetto iniziale. Dopo che la Congregazione ha accettato che SCSF si occupasse del progetto e coprisse i costi necessari per ideare e realizzare il nuovo edificio, i lavori sono iniziati il 10 febbraio 2025 e le fondamenta sono state completate l’8 aprile 2025.

Le immagini si riferiscono alla ultimazione delle opere di fondazione e risalgono alla fine di aprile (2025)

L.M.

Evento di beneficenza di Progetto Agata Smeralda

Cari amici di SCSF, vi informiamo che il gruppo “Amici di Agata Smeralda di Bologna” ha dato vita a un evento di raccolta fondi a sostegno della Casa Famiglia per mamme e bambini a Calabetao, a Salvador Bahia. L’evento si terrà alle ore 16:00 del 13 aprile, nella Casa di Quartiere Rosa Marchi, in via Pietro Nenni 11 (BO).

Vi ricordiamo che gli amici di Agata Smeralda sostengono con l’adozione a distanza i bambini albini del centro Under the Mango Tree – Tabora, gestito dalle Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Piacenza.

Incontri di Marzo 2025

Cari amici di SCSF, il 18 Marzo scorso, abbiamo avuto il piacere di incontrare Padre Luciano Mpoma  e di conoscere s.e. Mons. Romanus Elamu Mihali, nuovo Vescovo nominato per la diocesi di Iringa. 

HI Project Madege – Progetto Idroelettrico Integrato

Insieme al Presidente di SCSF Stefano Manservisi, il Geometra Andrea Gardini, Padre Luciano e s.e. Mons. Romanus Mihali abbiamo avuto un incontro costruttivo con lo staff della ZECO Hydropower, azienda vicentina che come sapete è partner tecnologico del nostro Progetto Idroelettrico Integrato (HI Project Madege).

Nell’occasione ci è stato comunicato che il container è già in navigazione nel mediterraneo e dovrebbe arrivare a Dar es Salaam entro metà aprile. Inoltre, per quanto riguarda la delicata fase di assemblaggio e la messa in esercizio della centrale idroelettrica, dopo che il materiale necessario sarà sul posto, a ZECO basterebbero 60-90 giorni per completare il lavoro e fare i collaudi necessari.

Condividiamo la speranza che le ultime fasi di questo impegnativo ed importante obiettivo, ideato dalla visionaria e lungimirante caparbietà del Prof. Edgardo Monari, nel quale tante risorse (economiche ed umane) sono state profuse da tutti gli amici di Solidarietà arrivi finalmente a compimento consentendo di proseguire lungo il più ampio percorso del progetto originario: “pane, acqua, istruzione, salute e lavoro”.

Continuate a seguirci e a sostenerci.

Da sinistra: Dr. George Myemahanji (rappresentante ZECO Tanzania), Stefano Manservisi (SCSF), Ing. Vittorio Apolloni (ZECO), S.E. Mons. Romanus Mihali (Vescovo nominato della Diocesi di Iringa), Fr. Luciano Mpoma (Direttore di Lung’Ali Natural Resources Ltd Tanzania – società di scopo di proprietà della Diocesi di Iringa), Geom. Andrea Gardini (SCSF)

SCSF: Sospensione delle agevolazioni fiscali per l’anno 2024

Cari amici e soci, come sapete stiamo affrontando la trasformazione della nostra associazione per adeguarci alla nuova normativa italiana sul “terzo settore”.

Le nostre attività ed i nostri progetti tuttavia proseguono secondo il medesimo spirito di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, mantenendo invariate modalità ed obiettivi !!

Il vostro contributo resta quindi fondamentale perciò vi chiediamo di continuare a sostenerci anche in questo momento (faticoso !) di trasformazione.

Appena avremo completato la transizione sarete informati dei nuovo riferimenti e potremo riprendere ad accedere alle agevolazioni fiscali secondo le norme vigenti.

Albini africani, una realtà poco nota

Una intervista di Maurizio Donini, alla Dott.ssa Nicoletta Ferrari ed a Stefano Manservisi sul tema dell’albinismo in Africa ed in particolare in Tanzania, pubblicata su FUTURO EUROPA, quotidiano online diretto da Marco Sabatini.

Il testo integrale dell’intervista pubblicata può essere letto qui: Albini africani, una realtà poco nota.

Di seguito l’estratto delle mie risposte alle domande di Maurizio Donini:

  1. Potrebbe spiegare brevemente che cos’è l’albinismo e come influisce sulla salute delle persone affette?

Ridotta o mancata produzione di melanina disfunzione genetica (ereditaria ?) le persone affette oltre alle problematiche legate alla pigmentazione (colore) della pelle devono affrontare una maggiore “debolezza” della pelle con maggior rischio di contrarre infezioni anche da piccole lesioni cutanee e problemi di vista dovute alle problematiche retiniche.

  1. Quali sono le principali difficoltà sociali che gli africani albini incontrano nella vita quotidiana?

Rischi alla incolumità personale affette (vita in casi estremi) a causa delle superstizioni ancora diffuse soprattutto nelle aree rurali, isolamento sociale, per i bambini difficoltà di integrazione sociale, problematiche legate alla maggiore possibilità di contrarre malattie o infezioni correlate difficoltà di apprendimento legate alle difficoltà visive

  1. Come viene percepito l’albinismo nelle diverse culture africane? Ci sono differenze significative tra i vari paesi?

Non so, conosco solo la situazione in Tanzania

  1. Quali sono i principali pericoli per gli albini in Africa? Come influiscono le credenze superstiziose su queste minacce?

Nonostante il moglioramento in generale e principalmente nelle aree urbane e dove la popolazione ha maggiore e più facile accesso all’istruzione, le persone affette da albinismo continuano a correre rischi relativi all’isolamento sociale e alle persecuzioni legate alle superstizioni

  1. Ci sono organizzazioni o associazioni in Africa che lavorano per proteggere e sostenere gli albini? Può descriverne alcune?

Conosco solo la realtà all’interno della quale operiamo anche noi come associazione, in Tanzania,  a seguito dello stimolo impresso dalla diocesi cattolica di Tabora (regione dove l’albinismo appare diffuso , nonostante la mancanza di studi specifici) si è costituita a partire dal 2010 una “rete” di associazioni ed enti sia locali (diocesi, parrocchie) che internazionali che si sono attivate su un progetto integrato di sostegno e reintegrazione sociale per i bambini e le persone affette da albinismo nella regione di Tabora

  1. Come influisce la mancanza di accesso a trattamenti medici specifici (come creme solari e controlli regolari per la pelle) sulla qualità della vita degli albini in Africa?

Certamente influisce sulla qualità della vita delle persone affette ma credo che sia solo una parte delle effettive problematiche che devono affrontare le persone affette da albinismo e che riguardano prevalentemente aspetti educativi, sociali e psicologici oltre che medici

  1. In che modo le istituzioni locali e internazionali potrebbero intervenire per migliorare la situazione?

Sarebbe importante avviare studi e ricerche specifiche sul problema dell’albinismo coordinati per i diversi stati su base statistica (non è chiara al momento l’entità numerica dei soggetti coinvolti); medico – epidemiologica per meglio comprendere le problematiche anche correlate ed indotte o indirette e infine psicologia e sociale.

  1. Ha qualche esperienza personale o storia che vorrebbe condividere sulle difficoltà affrontate dagli albini?

Le notizie degli episodi violenti ai danni dei bambini albini e delle loro famiglie in Tanzania ha certamente influito in modo decisivo sulla decisione di contribuire ai progetti in corso per il sostegno e la integrazione sociale dei bambini albini a Tabora in Tanzania

  1. Quanto è diffuso il problema delle aggressioni contro persone albini in paesi come la Tanzania?

Nonostante una maggiore consapevolezza da parte della popolazione in merito al problema ed una maggiore sensibilità in merito dimostrata recentemente anche dal governo del paese, purtroppo episodi violenti e cruenti continuano periodicamente ad essere riportati

  1. Quali passi concreti sono stati fatti, se ce ne sono, per migliorare la protezione e il supporto per le persone con albinismo?

Da parte governativa una certamente maggiore consapevolezza e l’inserimento all’interno del governo di persone affette da albinismo, progetti per l’inserimento delle persone affette da albinismo in speciali percorsi protetti per l’accesso al lavoro presso la pubblica amministrazione. Diffusione di progetti come il nostro che non si occupano solamente di procurare creme per la pelle (pur necessario) e occhiali da sole (che vengono percepiti dai soggetti affetti come ulteriormente emarginanti e quindi solitamente rifiutati pur essendo necessari) ma volti alla effettiva integrazione sociale ed educativa inserendo i bambini albini in percorsi educativi e scolastici comuni dove anche i bambini non affetti da albinismo possano venire educati alla inclusività ad alla accettazione delle persone “diverse” ed evitare di cadere vittime di ignoranza e superstizioni.

  1. Cosa possono fare le comunità internazionali e i cittadini di altri paesi per sostenere la causa degli africani albini?

Sostenere ed incentivare economicamente ed amministrativamente progetti integrati volti alla educazione, integrazione sociale e supporto alle persone affette e alle loro famiglie, sostegno ed incentivazione di progetti di ricerca sul problema dell’albinismo al fine di meglio comprendere e definire cause, diffusione ed entità del problema per meglio indirizzare i progetti diretti al sostegno delle persone affette e di sensibilizzazione / educazione della popolazione non affetta.

  1. Ci sono progressi nella sensibilizzazione e nell’educazione delle comunità locali sui diritti e le difficoltà degli albini?

A parte quello dove siamo direttamente coinvolti noi con le altre associazioni e enti della “rete” di Tabora non ne ho notizia. Per ora ho solo notizia di piccoli progetti volti alla raccolta di farmaci specifici, occhiali da sole e berretti (!) che vengono poi invia sul posto per la distribuzione a cura di associazioni o enti già presenti ma per altri progetti o scopi.

  1. Come viene trattato questo tema nei media africani e internazionali?

Marginalmente e superficialmente e prevalentemente in occasione di eventi violenti

  1. Quali sono le principali sfide nel far rispettare leggi che proteggano gli albini, laddove esistono?

Educazione ed istruzione , in particolare verso criteri di comprensione, condivisione ed inclusività, e di denuncia ed opposizione alle superstizioni ed allo sfruttamento commerciale e criminale che ne deriva

  1. Quali misure preventive potrebbero essere adottate per garantire sicurezza e benessere agli albini in Africa?

Formazione ed informazione del personale scolastico e degli educatori sul problema dell’albinismo, attivazione di percorsi di accesso protetti all’istruzione ed al lavoro per una maggiore integrazione sociale delle persone affette da albinismo. Maggiore controllo ed lotta alla criminalità ed ai commerci illegali collegati alle superstizioni e credenze sull’albinismo.

(Stefano Manservisi per Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, associazione volta ad opere di promozione umana attiva dal 1984 in Tanzania)

s.c.m.

Assemblea ordinaria dei soci di SCSF 2023/2024

Cari amici e soci,

è convocata

l’assemblea ordinaria dei soci di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere:

il giorno sabato 30 novembre 2024 alle ore 17:30

Presso la biblioteca del Salus Space in via Malvezza 2/2 a Bologna.

Dopo la registrazione dei soci partecipanti i lavori proseguiranno con il seguente ordine del giorno:

1) aggiornamenti sui progetti in corso e prossimi impegni

2) rinnovo delle iscrizioni e consolidamento dell’elenco dei soci di SCSF 

3) aggiornamento sulla transizione in corso da o.n.g. a “fondazione”

4) approvazione della bozza di statuto aggiornato nel rispetto delle normative vigenti per le fondazioni.

5) approvazione dei rendiconto per le gestioni 2022 e 2023

6) lettura ed approvazione del verbale

Al termine dell’assemblea ci tratterremo assieme per un aperitivo etnico.

Si prega di comunicare la conferma della propria presenza in persona o per delega.

La quota associativa, comprensiva del contributo per l’aperitivo è fissata in € 30,00 per ciascun nuovo socio / rinnovo 

La delega potrà essere conferita liberamente ad un altro partecipante anche via e-mail o messaggio whatsapp che il socio delegato dovrà presentare al momento della registrazione

La convocazione è stata inviata esclusivamente via e-mail a tutti gli iscritti presenti attualmente nell’elenco dei soci di SCSF e in regola con il versamento della quota annuale di iscrizione, sarà tuttavia possibile associarsi o rinnovare la propria associazione (anche per delega) al momento della registrazione.

Indicazioni di accesso alla struttura:

Le auto dovranno essere lasciate nel parcheggio della struttura sanitaria all’ingrasso principale del centro.

L’accesso interno è comunque garantito per le persone con difficoltà.

Per maggiori informazioni su Salus Space che ci ospiterà potete fare riferimento al seguente link

https://saluspace.eu/