Pasqua 2026

Cari amici di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, siamo arrivati a Pasqua e molte sono le cose che vorrei raccontarvi nel fare a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri di Buona Pasqua, ma credo che in questo momento di incertezza e timore, quando gli eventi storici sembrano tristemente riproporre quanto di peggio l’umanità ha già troppo spesso dimostrato di poter fare; come se ci fossimo dimenticati dove sete di potere, arroganza e soprusi possano condurre, voglio provare a spendere qualche parola di speranza, (anche a rischio che venga presa per illusione o ingenuità) per non cedere al cinismo che sembra circondarci e che pervade quasi sempre i commenti che si sentono in giro.

In questo momento nel quale sembra prevalere la logica di potere del più forte che si disinteressa degli altri, soprattutto se ciò che è differente viene raccontato (se non peggio ancora percepito) come nemico, noi cerchiamo caparbiamente di proseguire il nostro cammino di Solidarietà e Cooperazione, Senza Frontiere, provando ad andare oltre le differenze come ci vengono raccontate, a piccoli passi come ci ha insegnato chi ci ha preceduto e che indegnamente cerchiamo di imitare.

Spesso infatti basta cambiare approccio per rendersi conto che quelle differenze che ci vengono additate e proposte come pericoli alla nostra stessa sopravvivenza a volte non sono in realtà di alcun pericolo, anzi proprio superare i confini di colore, religione ed identità (senza che ciò comporti la perdita delle prerogative che ci caratterizzano e ci arricchiscono proprio nella condivisione delle sensibilità, delle conoscenze di ciascuno) ci permette di poter ancora guardare avanti piuttosto che indietro e di immaginare un mondo migliore per i nostri figli, dove continuare a camminare e convivere, migliorando insieme.

Alla fine di questo mese di aprile riprenderanno il nostri “Viaggi di Solidarietà”, con un breve ma significativo viaggio in Tanzania sulla scia del nostro nuovo Progetto Makongati per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a servizio dell’Argentina Dispensary nel villaggio di Makongati, nella regione di Iringa, dove siamo stati presenti per tanti anni.

Voglio qui ringraziare Andrea e Stefano che partiranno il 19 aprile, assieme all’amico Emmanuel dalla cui volontà ha avuto origine il progetto per la realizzazione di un centro medico che possa offrire una prima assistenza di base e di primo soccorso per la popolazione del suo villaggio natale.

L’Argentina Dispensary (intitolato alla mamma di Emmanuel) nasce proprio dalla volontà di evitare che altre persone debbano subire conseguenze tragiche a causa di problemi sanitari e di salute che con poco sforzo e con la sola presenza di semplici strutture di base, possono essere superate o evitate.

Il dispensario è già in fase di avviamento, l’edificio è stato pressoché completato (e realizzato quasi interamente con risorse proprie o raccolte direttamente proprio da Emmanuel) e la realizzazione dell’impianto fotovoltaico è ormai in fase di ultimazione e servirà a ridurre l’impatto economico dovuto all’approvvigionamento energetico per la conduzione h24 del centro medico; dalle degenze ai laboratori, dagli ambulatori alla farmacia e anche per alcuni alloggi messi a disposizione del personale che si avvicenderà presso l’Argentina Dispensary di Makongati. In questo caso l’iniziativa benefica privata sarà gestita e condotta in collaborazione con l’organizzazione sanitaria pubblica locale che si farà carico del personale medico ed infermieristico indispensabile, coadiuvato da personale volontario che sarà di volta in volta possibile coinvolgere.

Andrea e Stefano avranno proprio il compito di verificare che l’impianto, finanziato interamente da nostri fondi in parte già erogati, sia stato realizzato correttamente e valutare eventuali sviluppi ed integrazioni future.

E’ quindi con questa buona notizia che mi fa piacere, ringraziando ancora una volta Andrea e Stefano per la loro disponibilità, fare a tutti voi amici che continuate a seguire la nostra attività, i nostri più sinceri e profondi auguri di Buona Pasqua, nella speranza che piccoli gesti di pace si possano moltiplicare fino a sovrastare il rumore assordante delle guerre.

BUONA PASQUA !!!

Continuare a sostenere i nostri progetto con la vostra generosità !!!

Stefano Manservisi

L’ Africa orientale e il cambiamento climatico

Alluvioni in Tanzania (immagine tratta da “Tanzania battles devastating floods triggered by torrential rains” , THE INDEPENDENT, 3 aprile 2026)

2 aprile 2026

Cari amici di SCSF, vorremmo aggiornarvi sulla drammatica situazione dell’Africa orientale, influenzata dall’effetto del cambiamento climatico, attraverso l’ articolo “Tra fango e sete: l’Africa orientale nella morsa del cambiamento climatico”, di Andrea Spinelli Barrile, pubblicato sulla rivista “Africa-la rivista del continente vero”. L’articolo approfondisce quanto l’Africa orientale stia affrontando eventi climatici estremi, i quali stanno causando emergenza umanitaria, problemi al settore turistico e nuovi focolai di colera.

A Nairobi, in Kenya, dove è stato constatato il maggior numero di morti del paese, è da una decina di giorni che grandi aree della città sono allagate e gravi sono i danni alle famiglie e alle infrastrutture essenziali. Le incessanti piogge complicano le attività di soccorso e il deflusso dell’acqua. Nella capitale, come in tutto il paese, in stato di emergenza, le istituzioni e i soccorsi continuano ad aiutare, salvando le tantissime famiglie vittime delle alluvioni e assistendo gli sfollati; i quali, sono stati obbligati ad abbandonare per motivi di sicurezza le zone più pericolose. Inoltre, è enorme la preoccupazione per la diffusione di malattie trasmesse dall’acqua, come il colera.
Non solo il Kenya, ma anche l’Uganda e la Tanzania hanno dovuto affrontare pesanti allagamenti, causati da forti precipitazioni che hanno avuto un impatto estremamente negativo sul settore turistico. Infatti, i parchi nazionali ugandesi sono stati chiusi e varie zone costiere e interne della Tanzania sono state colpite da intense piogge. Anche in merito alla gestione dei grandi parchi tra Kenia e Tanzania ed in particolare per il Parco Nazionale del Serengeti, dove l’acqua ha reso pericolose alcune aree del parco, ci sono state proteste e polemiche.
Per quanto riguarda il Sud del Sudan, da maggio 2025, l’unione di conflitti armati e allagamenti ha avuto come conseguenza l’isolamento dello Stato di Jonglei, abbandonato senza cure e cibo, dove l’evacuazione di massa e le precarie condizioni igieniche hanno favorito un’epidemia di colera.
In Etiopia, invece, oltre ad essere stata anch’essa colpita dalle inondazioni, le frane nella zona di Gamo hanno causato numerosi morti e dispersi. A fronte della situazione, sono state inviate squadre per assistere gli sfollati.
In Somalia, la situazione climatica è opposta rispetto agli altri pesi dell’Africa orientale appena citati. Infatti, la Somalia vive una pesante crisi idrica, dove la siccità sta facendo esaurire l’acqua dei pozzi e uccidendo gli animali; e quindi, le famiglie sono obbligate a viaggiare per enormi distanze per l’approvvigionamento dell’acqua, con tragiche conseguenze.

Se volete essere aggiornati ed informati anche sugli eventi che interessano la Tanzania (dove operiamo prevalentemente) e più in generale dal continente africano dove i grandi cambiamenti sia climatici che geopolitici globali hanno spesso conseguenze anche molto gravi pur non arrivando alla attenzione dei nostri media, ecco il link all’articolo che vi abbiamo riassunto !

https://www.africarivista.it/tra-fango-e-sete-lafrica-orientale-nella-morsa-del-cambiamento-climatico/306512/

La mancanza di informazioni e notizie dal continente africano e dalla Tanzania non significa che in quella parte del mondo non si soffrano le conseguenze degli stessi cambiamenti globali che colpiscono anche noi, anzi …

Laetitia Magnani